Giuseppe Ricca, concerti acustici a Roma per presentare l’album “Luci e ombre”

Giuseppe Ricca foto

Giuseppe Ricca sceglie una veste acustica per i prossimi concerti che terrà a marzo a Roma per presentare l’album “Luci e Ombre”. Insieme a Max Bossi alla chitarra e Mario Gentili al violino, il cantautore siciliano si esibirà il 9 marzo Valìa Drink Food Music (Via dei Durantini 18  – ingresso gratuito – info: 3345268675), il 19 marzo alle Ombre Rosse (Piazza di Sant’Egidio 12-14 – ingresso gratuito – info: 06.5884155) e il 31 marzo all’Arteoclub (Via Giacinto Mompiani 2 – ingresso gratuito – info: 3349277405).

Giuseppe Ricca proporrà i brani di “Luci e ombre”, il suo album di debutto: “Questo progetto – racconta l’artista siciliano – è un viaggio attraverso la continua ricerca interiore, tra speranze e paure, tra “luci e ombre”. Immagini, luoghi e pensieri esplorano l’intimità più pura ed aspra e riflettono i disagi e le incongruenze dell’apparente libertà che ci appartiene. Il singolo, ‘Luci e ombre’ ha il compito di introdurre l’album e, rivolgendosi all’ascoltatore, lo guiderà nel suo viaggio partendo dal brano ‘Pagina 1’. L’intento è quello di condividere la propria esperienza attraverso un abbraccio di benvenuto”. 

 

L’album, accompagnato dal videoclip di “Pagina 1”, online su Youtube: https://youtu.be/bw-CZeOSLwM, è composto da 12 tracce, un racconto della “Notte” attraverso il suo silenzio, che richiama alla paura di perdere le verità a cui ci aggrappiamo (Ultima traccia”), ma anche alla speranza di chi si affida ai sentimenti più puri come in “Sarà neve”. Nel “Braccio”, Ricca descrive la gabbia in cui ognuno di noi si rinchiude, l’ombra che ci appartiene, ma anche l’importanza della parola (“Venerdì 13”) che irrompe nell’omertà come unica via possibile per la libertà, la stessa libertà che a volte può renderci prigionieri. La certezza delle esperienze che aiutano a vivere appieno ogni attimo del proprio presente le troviamo nella “Scatola dei ricordi”, pensiero che ricorre anche nella ballata “Tutti i tuoi inverni”. Il viaggio si conclude con la versione acustica di “Sud” volutamente omaggiata per sottolineare, ancora una volta, l’importanza della propria storia. Le immagini descrittive, i luoghi ed il ricordo di tradizioni che vanno lentamente perdendosi, fungono da passaggio del testimone da padre in figlio. La vera essenza della vita.

 

 

 

 

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